L’ INCHIESTA SULLA SANITA’ 

«Accettarono soldi per dirottare i pazienti» 

Il tribunale condanna 175 medici per corruzione: malati mandati nei 

laboratori di Poggi Longostrevi. Sentenza di primo grado, tutti i nomi dei 

dottori 

«Colpevole, colpevole, colpevole…»: è durata un’ ora e 22 minuti la lettura della 

sentenza che ieri ha condannato per corruzione 175 medici di famiglia. Pur con gradi 

molto diversi di responsabilità, tradotti in un ventaglio di pene che va da un minimo di 

due mesi a un massimo di tre anni e quattro mesi, il tribunale li ha giudicati tutti 

colpevoli di un’ accusa base: aver accettato i soldi per dirottare pazienti verso i 

laboratori di medicina nucleare del professor Giuseppe Poggi Longostrevi, il medico- 

manager che si è ucciso nel settembre 2000, tre anni dopo l’ arresto, lo scandalo, il 

carcere e la confessione. La stessa sentenza (27 pagine di dispositivo) ha assolto con 

formula piena altri 42 dottori di base: l’ accusa di corruzione, per loro, «non sussiste». 

Ventisei medici hanno invece beneficiato della prescrizione: il tempo della giustizia è 

scaduto, le loro bustarelle sono troppo vecchie per essere ancora punibili. L’ intero 

scandalo dei rimborsi-truffa alle cliniche di Longostrevi era stato sollevato alla fine del 

‘ 96 dall’ allora direttore generale dell’ Usl 39 di Milano, Giuseppe Santagati: «Non mi 

sento un eroe, ho fatto solo il mio dovere – è il suo commento alla sentenza – e mi 

hanno aiutato collaboratori di prim’ ordine, come Aniello Cusati e Tiziana Zuliani». Fu 

proprio la loro denuncia ad aprire l’ inchiesta del pm Francesco Prete, che nel maggio ‘ 

97 portò a sequestrare l’ archivio segreto delle bustarelle pagate da Longostrevi: nei 

computer del professore erano annotati soldi e regali consegnati dai fattorini aziendali 

a oltre 700 medici milanesi. A processo sono finiti sono gli accusati per cifre 

«significative». Ogni dottore, secondo l’ accusa, riceveva «da 50 a 100 mila lire per 

ogni paziente» inviato nei laboratori del professore. Ora la sentenza li ha condannati 

direttamente a risarcire i danni. L’ imputato più in vista, l’ assessore regionale 

Giancarlo Abelli, sotto accusa per una consulenza da 70 milioni di lire, è stato 

prosciolto «perché il fatto non costituisce reato»: decisive le nuove norme tributarie. Il 

tribunale ha condannato per corruzione anche due ispettori delle Usl. I giudici hanno 

poi abbattuto del 50 per cento i risarcimenti alla Regione, contestando un concorso di 

colpa per i mancati controlli prima dello scandalo. Ma proprio Santagati nel frattempo 

non è stato riconfermato in carica. Lui non ne fa un dramma: «Sono nomine politiche 

e io non ho protettori. Posso solo dire che questa sentenza conferma l’ ampiezza degli 

illeciti da noi denunciati. Purtroppo non mi sembra certo che il problema sia stato 

superato: i nuclei di controllo ora ci sono, ma non so come funzionino, visto che la 

spesa sanitaria continua ad aumentare. E altre inchieste della Procura fanno pensare 

che rimborsi gonfiati e ricoveri impropri continuino come prima». E poi non ho mai 

capito perché la Regione, mentre noi denunciavamo gli imprenditori della sanità 

privata, concentrava le ispezioni contro gli ospedali pubblici». Il presidente dell’ Ordine 

dei medici di Milano, Roberto Anzalone, ora annuncia: «Attendevamo questa sentenza 

e già oggi riapriremo i procedimenti disciplinari contro tutti i colpevoli. La condanna di 

175 medici su un universo di 25 mila non deve far criminalizzare l’ intera categoria, 

ma resta un fatto grave, perché getta discredito sulla maggioranza dei colleghi che 

lavorano con onestà e rischia d’ incrinare la fiducia dei pazienti». Paolo Biondani 

Coinvolti anche due funzionari Usl, assolto l’ assessore regionale Abelli Santagati, che 

fece scoppiare lo scandalo: «Non sono un eroe, ho fatto il mio dovere» MAZZETTA 

NEGATA  

L’ inchiesta nasce nel ‘ 96, dalla denuncia di un vigile. Poggi Longostrevi gli offre 300 

milioni per chiudere un occhio su un abuso edilizio PRIMI ARRESTI Poggi Longostrevi, 

titolare del centro di medicina nucleare, viene arrestato con altri dieci presunti 

complici nel maggio del ‘ 97 IL TESORO Nel luglio del ‘ 97 la Corte dei Conti chiede il 

sequestro dei beni di Giuseppe Poggi Longostrevi per sessanta miliardi di lire IL 

SUICIDIO Il 24 maggio del Duemila, Giuseppe Poggi Longostrevi è rinviato a giudizio 

con altri 249 medici. Il 12 settembre si suicida Sentenza di primo grado, tutti i nomi 

dei dottori  

Ecco i nomi dei medici condannati in primo grado per corruzione:  

Luigi Abbiati, Alberto Abramovich, Francesco Abrusci, Paolo Accornero, Tiziano 

Accorsi, Pietro Romeo Amadei, Renato Mario Amanzo, Gabriele Aru, Alfredo Giuseppe 

Bardelli, Valerio Eugenio Bedini, Tomaso Bitto, Pierangelo Bizzarri, Massimo Bonecchi, 

Alfredo Bonizzoni, Mirco Buzzetti, Giorgio Caldarulo, Umberto Calice, Francesco 

Camino, Claudio Carcano, Franco Carnesalli, Gianfranco Cavallaro, Giorgio Giulio 

Cavenago, Antonio Cecchi, Ivana Celano, Luigi Giuseppe Centanni, Ermanno Ceriello, 

Mauro Cipolla, Luca Maria Citelli, Guido Cocchiara, Maria Colavita, Pietro Antonio 

Collini,Franco Colzani, Adamo Costero, Carlo De Cesare, Urbano Di Dedda, Fabio 

Donelli, Fabio Fabiani, Massimo Farotti, Pietro Ferralis, Angelo Ferrari, Giuseppe Fici, 

Fernando Fiori, Pietro Garavaglia, Erminio Gemelli, Giorgio Gerevini, Elpidio Giuliani, 

Lorenzo Gizzi, Davide Gola, Marcello Greco, Massimo Guardamigli, Angelo Lamperti, 

Carlo Angelo Lampignani, Marco Lanzi, Luigi Alex Lieto, Gianfranco Lissoni, Francesco 

Liverani, Pietro Lo Cicero, Carmelo Lombardo, Sergio Longhi, Pietro Magnani, Enrico 

Mandelli, Marco Martinoli, Arden Mascherpa, Angelo Massinelli, Olindo Carlo Micali, 

Roberto Miradoli, Attilio Morelli, Aurelio Morganti, Cesare Massimo Murari, Sergio 

Antonio Augusto Natoli, Alfredo Nava, Giovanni Negroni, Marzia Orsi, Pierluigi Maria 

Paiusco, Andrea Pala, Walter Pancotti, Giuseppe Pandini, Maria Luisa Panigada, 

Amerigo Pelizzola, Donato Petrone, Salvatore Pisano, Walter Polinelli, Elio Porta, 

Sergio Pusineri, Renato Luciano Rizzi, Mario Antonio Rossano, Renzo Luigi Rossi, 

Antonio Ruggeri, Giuseppe Sadino, Genni Remo Santorelli, Maurizio Silvio Schianni, 

Michele Scuglia, Ivano Sedini, Giovanni Mario Seveso, Salvatore Sica, Giuseppe Maria 

Simone, Giorgio Stracka, Giancarlo Tacchini, Francesco Antonio Tumminello, Carlo 

Giovanni Valli, Massimo Valverde, Tullio Franco Vannucci, Domenico Venanzio, Orazio 

Vindigni, Roberto Zagni, Giorgio Zini  

Questi i medici ai quali il tribunale contesta di aver accettato denaro da Poggi 

Longostrevi, ma solo per esami di laboratori comunque necessari.  

Condanna per «corruzione impropria»:  

Carlo Matteo Adami, Giampaolo Adda, Guido Pietro Adda, Massimo Albanesi, Lucio 

Germano Alberini, Luigi Andreani, Roberto Andreis, Giancarlo Pierluigi Arlotti, Giorgio 

Primo Astolfi, Luigi Aversa, Walter Bellocchio, Francesco Besozzi, Ryad Betinjanee, 

Francesco Adolfo Carelli, Carlo Castoro, Flavio Cattaneo Vianello, Mariastella Cleofe 

Cavallaro, Massimo Chevallard, Vito Chiaravallotti, Marzio Cimmino, Patrizio Guido 

Colombo, Daniele De Angeli, Ennio Dibiase, Luigi Giuseppe Edelvais, Diego Fava, 

Massimo Mauro Ferrari, Michele Galasso, Marco Augusto Galdabino, Riccardo Gallina, 

Roberto Sergio Gallo, Giorgio Imperiali, Giuseppe Antonio Job, Luigi Joo, Isabella 

Maria Lamarina, Davide Lochis, Oriana Lo Piano, Roberto Lunghi, Aldo Magnoli, 

Francisco Manganelli, Luigi Maria Manzoni, Giovanni Mastromarino, Livio Matthey, Aldo 

Giulio Moda, Sergio Moglia, Giannatale Monti, Carmine Nicola Mucci, Elio Nava, 

Daniele Eugenio Pietro Nicolini, Claudio Pandolfi, Eugenio Pasquinucci, Mariapia 

Agostina Pedesini, Pierluigi Piantoni, Pietro Pizzi, Fabio Poggiali, Franco Radice, Marco 

Rocca, Gabriele Sciaraffa, Rosa Sgrò, Angelo Solimeno, Luciano Giovanni Sordi, 

Luciano Terrenghi, Vito Giuseppe Tiby, Alberto Tomassini Pieri, Gianluca Trogi, 

Roberto Giuseppe Vigorelli, Elena Maria Vittoria Vitali, Alfonso Zarantonello, Marzio 

Zennaro, Claudio Zilianti 

Biondani Paolo 

Pagina 51 

(21 gennaio 2003) – Corriere della Sera