Sorprese e disagi per migliaia di cittadini a Milano e in provincia dopo il provvedimento del magistrato

Medici sospesi: un giorno di caos

Pazienti a caccia di ricette, centralini assediati. La Regione: oggi sara’ tutto regolare. Preso d’ assalto il numero verde del Buzzi. Lo Snami critica la decisione: atto indebito. L’ EX PRESIDENTE DELLA USL 39. Santagati: ho denunciato il caso, e mi hanno silurato. LA DIFESA. Messina: un grave precedente. Garattini: servono piu’ controlli. L’ EQUIVOCO. Omonimia, punito e riabilitato.

—————————————————————– Sorprese e disagi per migliaia di cittadini a Milano e in provincia dopo il provvedimento del magistrato Medici sospesi: un giorno di caos Pazienti a caccia di ricette, centralini assediati. La Regione: oggi sara’ tutto regolare Preso d’assalto il numero verde del Buzzi Lo Snami critica la decisione: atto indebito Adesso sono 132, i medici sospesi per due mesi. Ieri pomeriggio il provvedimento e’ stato infatti notificato anche a Giuseppe Fici, mentre presso il giudice delle indagini preliminari Enrico Tranfa sono pendenti altre richieste di sospensione. La buriana giudiziaria che si e’ abbattuta all’improvviso sulla sanita’ milanese ha intanto creato disagi per tutta la giornata di ieri. Il “numero verde” 167 / 717171 istituito presso l’ospedale Buzzi ha ricevuto oltre 700 chiamate. Ha raccontato uno degli operatori: “Molte persone sono state prese dal panico per essere rimaste senza medico di base e hanno telefonato per sapere come si dovevano comportare e da chi dovevano andare per una visita o una ricevuta. Li abbiamo tranquillizzati spiegando che per i casi urgenti e’ stata messa in funzione anche di giorno la guardia medica, mentre entro due giorni al massimo ogni studio medico avra’ il suo sostituto”. Sono stati una cinquantina i casi in cui e’ stato necessario intervenire. Per esempio, nel caso di una donna che sveniva ripetutamente e di un uomo che da due giorni ha la gola gonfia e la febbre a 38,5. Molte le telefonate di pazienti preoccupati perche’ stanno seguendo una determinata terapia e si sono trovati davanti all’ambulatorio chiuso “per sospensione” del medico proprio quando stavano per esaurire la scorta di farmaci e volevano farsi rinnovare la ricetta di prescrizione. In totale, lo scossone ha colpito non meno di centomila persone, e ha dato da fare per tutto il giorno allo staff di emergenza creato dalla Asl Citta’ di Milano, il cui compito era quello di organizzare la sostituzione dei medici sospesi, ricorrendo alle liste della “graduatoria” regionale in cui sono compresi i nomi dei medici che, avendo titoli e punteggio, hanno fatto domanda per esercitare la medicina di base. A fine giornata erano gia’ stati trovati i sostituti di trenta medici, e altri sessanta dovrebbero essere trovati oggi. Secondo Antonio Mobilia, direttore della Asl Citta’ di Milano, la situazione dovrebbe normalizzarsi, con la riapertura di tutti i 65 ambulatori cittadini. Sara’ cosi’? Il direttore generale ha messo le mani avanti, decidendo di prolungare l’attivita’ diurna della guardia medica, compreso il numero verde, fino a lunedi’: “Non si sa mai – ha spiegato Mobilia – ci potrebbe essere qualche medico che all’ultimo momento rinuncia all’incarico”. Intanto ieri sera il sindacato medico Snami, maggioritario per la medicina di base, ha tenuto una riunione straordinaria nella propria sede di viale Beatrice d’Este. Non sono mancate le critiche verso un provvedimento che – a detta di molti – “anticipa” un giudizio non ancora pronunciato e colpisce prima di tutto i pazienti, i quali si sono trovati all’improvviso in una situazione di grande confusione. Anche aver diffuso la lista dei medici alla stampa viene giudicato un atto indebito: “Si e’ dimenticato che tra i “sospesi” ci potrebbero essere medici che poi verranno prosciolti, e la cui onorabilita’ e’ stata quindi compromessa in modo irrimediabile. Fare una “Schindler’s List” di proscrizione, a giudizio non ancora avvenuto, e’ una cosa che lede ogni principio giuridico”. —————————————————————– L’EX PRESIDENTE DELLA USL 39 Santagati: ho denunciato il caso, e mi hanno silurato Tremila ricette controllate una per una. Cinque libroni grossi come vocabolari che contengono i tabulati di tutta l’attivita’ dei medici di base dal 1992 al 1996. E dentro ci sono i nomi di tutti i medici sospettati di aver tenuto il sacco a Giuseppe Poggi Longostrevi. Quelli sospesi adesso, ma anche altri. E’ l’inchiesta amministrativa avviata l’estate scorsa dall’avvocato Giuseppe Santagati, ex direttore generale della Usl 39 (“Saltammo anche il Ferragosto”) e dal funzionario medico Aniello Cusati, che fu il Maigret dell’indagine. Ma se la magistratura e’ andata avanti, la pubblica amministrazione ha fatto un passo indietro. Giuseppe Santagati non ha piu’ ricevuto un ruolo nella sanita’ milanese ed e’ stato puramente e semplicemente rispedito al suo vecchio incarico di segretario generale del Pim, il piano intercomunale milanese. Ad Aniello Cusati e’ stato fatto sapere che “non c’e’ bisogno di medici che fanno i poliziotti”. Verra’ destinato ad altro incarico, probabilmente in un paese della provincia. Nei cinque libroni non ci sono soltanto i nomi dei medici, ci sono anche i soldi che ognuno di loro deve restituire all’erario. Santagati indica colonne di cifre accanto ai nomi: “Ecco qui Fabio Attardi, uno che nei convegni faceva infuocate arringhe contro Garattini. Deve all’erario 315 milioni. Non compare tra i “sospesi”? Beh, certo. Ha preso il volo per la Germania. Adesso esercita li’, mi si dice. Poi ecco Antonio Cecchi che deve 73 milioni, Francesco Besozzi che ne deve 38, Gianfranco Cavallaro con 28, Alberto Abramovich e Roberto Miradoli con 11. Potremmo continuare. Il danno, per la sola Usl 39, e’ stato di 1 miliardo e 400 milioni. A novembre ho mandato i tabulati all’assessore Borsani. Ne’ un grazie ne’ un cenno di risposta. Conclusioni? Per citare don Sturzo, i pericoli della democrazia sono lo statalismo che toglie liberta’, la partitocrazia che lede il principio di uguaglianza, l’abuso del denaro pubblico che provoca ingiustizia”. —————————————————————– LA DIFESA Messina: un grave precedente “Chi ha sbagliato e’ giusto che paghi ma bisogna rivedere tutta la situazione delle prescrizioni” “Se ci sono medici che hanno sbagliato, e’ giusto che paghino. Ma bisogna anche rivedere tutta la situazione delle prescrizioni. Non e’ possibile che quando un medico di base manda il suo paziente da uno specialista o presso un ambulatorio dove si effettuano indagini, sia pressoche’ una norma che il paziente torni indietro con la richiesta di un esame in piu” Il dottor Giuseppe Messina, consigliere dell’Ordine dei medici di Milano e provincia, e’ dell’opinione che i medici di famiglia siano diventati il capro espiatorio di molti problemi. Dice: “Cosa deve fare, il medico? Discutere col paziente, litigare? Il paziente (e’ successo spesso a molti colleghi) s’inalbera davanti a un “no”, e magari cambia medico”. La situazione a Milano e in Lombardia e’ destinata a peggiorare dopo la decisione della Regione di rendere il medico di famiglia l’unico “prescrittore”, responsabile anche di quanto richiedono per il paziente i medici ospedalieri. Dopo molte discussioni si sta profilando un accordo che forse sara’ siglato presso l’assessorato alla Sanita’ domani, ma il dottor Messina e’ d’avviso che occorra ritrovare un “contatto” tra le varie figure mediche che si occupano del paziente. Dice: “Stiamo per arrivare a un documento comune che chiederemo a tutti i medici di sottoscrivere. Il medico specialista od ospedaliero che fa per il paziente una proposta di cura o di diagnosi, dovra’ contattare per lettera il medico di famiglia. E proporre l’iter diagnostico e di cura”. —————————————————————– L’ACCUSA Garattini: servono piu’ controlli Silvio Garattini, direttore scientifico dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, e’ sempre stato, negli anni (soprattutto quando era membro della Cuf, la commissione unica del farmaco) uno degli strenui difensori del “buon uso” delle risorse. Molte delle “note” inserite nel Prontuario farmaceutico per limitare l’uso di farmaci costosi alle sole malattie che davvero li richiedono sono state ispirate da lui. E sempre Garattini e’ entrato a far parte di una “commissione” voluta qualche mese fa dalla Usl 39 subito dopo il caso Poggi Longostrevi, e fatta propria dall’Ordine dei medici. La commissione, che riunisce medici ospedalieri, specialisti e medici di base, ha lavorato in una direzione nuova: arrivare a stabilire alcune “regole” sia per la diagnosi sia per la cura. In questa strategia, liberamente accettata dai medici sulla base di una vera cultura professionale, non avrebbero spazio le moltiplicazioni delle indagini diagnostiche che si sono scoperte con il caso di Poggi Longostrevi. Garattini, davanti al provvedimento che sospende 132 medici, afferma: “Le linee – guida sono essenziali per far si’ che non si possano ripetere questi casi che vengono a colpire, oltre ai pazienti, l’intera collettivita’. Non bastano pero’ le linee – guida. Ci vogliono i controlli. Ci sono tantissimi medici, direi addirittura troppi. E questi medici sono esposti alle sollecitazioni esterne al “mercato”. E’ per questo che bisogna stabilire dei meccanismi di controllo molto precisi”. —————————————————————– L’EQUIVOCO Omonimia, punito e riabilitato Gaffe della Asl, invia il sostituto a un dottore Poi rimedia: e’ uno sbaglio Ma e’ possibile che in Italia non si possano mai fare le cose senza creare drammi e confusione? Ieri tra i nomi dei 131 medici sospesi si sono verificati due casi di omonimia. A uno hanno telefonato gli amici, che avevano letto il suo nome nella lista pubblicata dai giornali. Per l’altro e’ stato peggio, perche’ gli ha telefonato la Usl. E gli ha mandato il sostituto. Salvo chiedere scusa a meta’ pomeriggio. Ma la Usl non avrebbe dovuto sbagliare, perche’ aveva in mano l’elenco del tribunale, con le date di nascita e gli indirizzi dei medici. Giovanni Bolzoni, il medico davvero sospeso, e’ nato nel 1951 e abita a Milano. Giovanni Bolzoni, 64 anni e ambulatorio a Baranzate di Bollate in via Trieste 19, e’ la vittima dell’equivoco. Racconta: “Alle 13 mi ha chiamato la Usl e mi ha detto: “Lei e’ tra i sospesi, le mandiamo il sostituto”. In ambulatorio ho trovato una giovane collega, imbarazzatissima. E alcuni pazienti che sono stati crudeli senza volerlo: “Dottore, proprio lei?” A casa c’era mia moglie distrutta, la mia famiglia in subbuglio. Poi ha ritelefonato la Usl: “Scusi, c’e’ stato uno sbaglio. Torni pure al lavoro”. Mi hanno fatto piangere”. L’altro caso e’ Roberto Zagni, primario del reparto di ostetricia dell’ospedale di Merate: “Ho sempre lavorato in ambito ospedaliero, sono stato primario a Chiavenna e adesso a Merate. Com’e’ possibile?” L’omonimia, anche qui. L’ostetrico e’ assolutamente estraneo alla vicenda, l’altro, medico di base a Rho, e’ quello indagato e sospeso.

Cremonese Antonella