Che cosa è il rischio? Il rischio è la probabilità che si verifichi un evento avverso, pericoloso o dannoso tenendo conto del suo potenziale impatto nel momento in cui accade. Valutare i rischi e tenere sotto controllo tutte le conseguenze derivanti dalla gestione degli stessi è un’enorme sfida L’analisi del rischio è un metodo sistematico per valutare i rischi, per chiarire i fenomeni complessi e per affrontare incertezze e lacune sulla loro genesi.

L’analisi facilita la gestione del rischio e la/le comunicazione/i connesse in merito ai processi: valutazione, gestione e comunicazione.

Negli ambienti di lavoro il rischio elettrico è sicuramente il pericolo più diffuso essendone la fonde sia l’impianto elettrico medesimo sia ogni strumentazione presente nell’ufficio quali telefoni fax, stampanti, computer, scanner, fotocopiatrici, lampade, carica batterie.

Generalmente si viene a contatto con la corrente elettrica in modo diretto [ per esempio l’elettricista che sfiora con le mani un filo elettrico] o in modo indiretto ovvero quando si sfiora una parte di unapparecchiatura elettrica non è attraversata dalla corrente e quindi va in corto circuito appena succede. I danni sul corpo umano provocati dalla corrente elettrica dipendono del tipo di corrente (continua o alternata), della tensione (alta, media, bassa), dal tempo di contatto e dal percorso che fa all’interno del corpo. In generale sono dannose le correnti con una tensione maggiore di 65 v.

Il danno è maggiore se è presente umidità o addirittura acqua perché riducono la resistenza offerta dal corpo umano. Gli effetti sono crescenti e vanno dalla semplice scossa, alla tetanizzazione, paralisi respiratoria, fibrillazione de arresto cardiaco,ustioni, scomposizione elettrolitica del sangue.

1. La tetanizzazione è pericolosa ma non mortale. Durante la tetanizzazione i muscoli diventano rigidi ed impediscono di muoversi. In questo il soggetto colpito non riesce a staccarsi dalla sorgente di contatto. Se presenti sul posto è necessario staccare la corrente tramite l’interruttore e poi prestare soccorso adeguato. In caso contrario si rimane folgorati assieme alla persona soccorsa

2. La paralisi respiratoria, fibrillazione de arresto cardiaco sono la conseguenza della tetanizzazione se il tempo di esposizione non è breve. Comporta il blocco della respirazione, la fibrillazione ventricolare con successivo arresto cardiaco. Questa situazione negativa continua anche dopo che è stata rimossa la sorgente. Ne deriva che l’infortunato deve rianimato attraverso la respirazione bocca a bocca, il massaggio cardiaco e l’utilizzo del defibrillatore. Non mi stancherò mai di consigliare l’acquisto di questo strumento il cui utilizzo è molto semplice e molto prezioso in caso di infortunio da corrente elettrica.

3. Ustioni dove avviene il passaggio di corrente soprattutto se questa è di alta intensità succedono delle ustioni anche in profondità.

4. Scomposizione elettrolitica del sangue. Se sopravvissuti alla sequela sopra esposta si determinano nel sangue delle alterazioni che impediscono il trasporto dell’ossigeno ed il nutrimento dei tessuti con conseguenze fatali ai tessuti vitali come cervello, cuore, reni.

L’impianto elettrico deve essere realizzato da personale esperto. Gli impianti elettrici devono essere dotati di dispositivi di sicurezza, il più noto dei quali è il salvavita, un interruttore differenziale che interrompe l’erogazione della corrente elettrica in caso di dispersioni nell’impianto.

Se il salvavita entra in funzione frequentemente bisogna provvedere ad un’accurata manutenzione perché sicuramente esiste una dispersione di corrente degli apparecchi collegati.

Bisogna assolutamente non caricare le ciabatte collegando troppi apparecchi Esse devono essere sollevate dal pavimento ed attaccate alla parete. Soprattutto bisogna evitare di improvvisarsi elettricista. Buona prassi è fare la manutenzione spesso.