In pazienti con malattie coronariche croniche, l’obesità addominale rappresenta un fattore predittivo indipendente di ospedalizzazione per attacchi cardiaci e di eventi cardiovascolari (cv). Per la prima volta, uno studio prospettico pubblicato su American Journal of Cardiology ha stabilito che quest’associazione non risulta mediata da preesistenti condizioni di comorbidità, severità della cardiopatia, resistenza insulinica, infiammazione, livelli di neurormoni e di adipochine. Allo scopo di identificare i possibili meccanismi alla base della correlazione tra grasso addominale e incidenza di eventi cv, Christian Spies del Queen’s Medical Center di Honolulu ha misurato, nel corso di 5 anni, il rapporto vita-fianchi e l’indice di massa corporea (Bmi) in 979 pazienti clinicamente stabili. Il 13% dei partecipanti è stato ricoverato per attacco cardiaco e il 16% è andato incontro a problemi cardiovascolari. Un incremento di un’unità di deviazione standard del rapporto vita-fianchi è risultato associato a un aumento del 30% del rischio di ospedalizzazione e del 20% di eventi cv. Entrambe le associazioni non sono influenzate da altre condizioni. Infine, non è stata rilevata alcuna correlazione tra Bmi e incidenza di ospedalizzazione e di episodi cv. (L.A.)