Dopo l’ analisi delle sorgenti inquinanti  esaminiamo la qualità e la natura  del tossico , indicata dal pedice nell’algoritmo SA dove S indica la sorgente ed  A esprime il tossico al momento della sua emissione nell’aria, acqua, suolo e di conseguenza nella catena alimentare. Il rischio di contrarre una malattia dipende dalla natura del tossico, dal tempo di esposizione e dalla quantità / concentrazione.. Il tossico può essere stabile e persistente. In questo caso la struttura molecolare non  varia nell’ambiente. Nel   nostro organismo  può subire processi biochimici , metabolici ed essere ceduto con urine , sudore , sangue, respiro. Possiamo avere il caso del contaminante che  non si modifica né nell’ambiente né nell’organismo. Il rischio è qualitativamente legato al tossico liberato dalla Sorgente inquinante. In questa circostanza è possibile capire qual è e non quanto è il rischio per la popolazione. Se la molecola è cancerogena anche il rischio è cancerogeno.

Se invece la natura del tossico è instabile e non persistente  la Sorgente  emette  una molecola che reagisce sia durante il trasporto sia nel nostro organismo con altre molecole formando particelle di cui non spesso non conosciamo gli effetti dannosi. Il rischio di conseguenza è legato ai composti di formazione.

C’è anche il caso di essere allarmati da scarichi nell’aria di sostanze odorigene  spesso non cancerogeni. Non ci preoccupiamo affatto del dopo cioè di quando le particelle odorigene vengono a contatto con  particelle presenti la cui reazione ne determina altre non odorigene ma cancerogene .

Quando la sostanza è stabile nelle condizioni ambientali   si può conoscere il tempo di dimezzamento ( t ½ ) normalmente misurato in anni ( yrs )  ovvero il tempo necessario affinché la quantità originaria si dimezzi . Es. : se si parte da 50 kg e si arriva a 25 kg in 6 mesi , si ha che il t ½ è di 6 mesi , cioè è uguale a 0,5 yrs . Questo è valido all’apertura / chiusura della sorgente ; se la sorgente però è continua per molti anni , non c’è tempo per beneficiare del t ½ .

Usualmente le sostanze cancerogene , mutagene , teratogene , hanno un t ½ lungo ( lunga emivita ) .

Per definizione , una sostanza è :

  • STABILE , se t ½ > 5 – 10 yrs
  • INSTABILE , se t ½ < 1 yrs

Se il t ½ è alto allora la matrice può accumulare la sostanza e concentrarsi a tal punto da poter cedere ad un’altra matrice lo stesso tossico . Il trasporto è quasi sempre determinato da processi naturali , quasi mai artificiali ma la S a volte influenza in modo determinante il trasporto stesso .

Ad esempio se la S è in acqua , ci potrà essere diluizione ; se la S è in aria , ad altezza bassa , il trasporto interessa un raggio limitato , se l’altezza è considerevole può riguardare un raggio di svariati km. Come esempio possiamo prendere uno scarico di un camino oppure lo scarico della centrale nucleare. Il parametro che distingue le classi ( stabile / instabile ) è il tempo di dimezzamento. Va rimarcato che alcune sostanze a t ½ basso  permangono  molto poco –  minuti , ore , o un giorno – e dopo “scompaiono” , Il altre parole la specie originaria non è più presente.

Nel caso di sostanze ad effetto “acuto” , con effetti reversibili ( ad es. caustici , irritanti ) l’effetto è breve , spesso di ridotta intensità. Tuttavia bisogna chiedersi, in ossequio al principio che “nulla si crea , nulla si distrugge”,  in quale altra specie si possa essere trasformata. Preoccupazione maggiore per le sostanze instabili , nonostante quelle stabili  siano cancerogene .Queste ultime sono molto meglio conosciute e meglio studiate. Le sostanze instabili come le ammine possono determinare irritazione , sensazione maleodoranti. Si provvede ad eliminare il disagio che , una volta terminato , sembra togliere il problema. Non è così. Le ammine sono talmente reattive che la scomparsa dell’odore è determinata dalla reazione delle stesse con la formazione di NOx [non solo atmosferici ma  anche presenti all’interno dell’organismo umano derivanti da alimenti quali acqua e salumi] che porta alla formazione di composti cancerogeni inodori ed inavvertiti .

Inoltre il prodotto della trasformazione delle sostanze instabili tende a sciogliersi al suolo e penetrare nelle falde , cagionando esposizione per via ingestiva. In questo caso non solo il rischio è diverso , ma anche gli organi , apparati , tessuti , indici biochimici , parametri biometrici sono colpiti in maniera diversa. Pertanto , se si considera il rischio “avvertito” , come l’effetto irritante delle sostanze instabili , si osserva una sua diminuzione ; bisognerebbe invece andare ad evidenziare organi ed apparati legati all’ingestione ( allora il R da valutare non è respiratorio , per il quale poco o nulla si troverà , ma è ingestivo ) . Per questi motivi  è necessario caratterizzare sia la Sorgente sia le classi , la tipologia del tossico .Essi possono essere distinti in :

  • cancerogeni , stabili , che indicheremo per semplificazione con “A”
  • non cancerogeni , instabili , indicati con “B”

In genere , per “A” si ha il t ½ è elevato e c’è la possibilità di trasferimento TRA e NELLE matrici ambientali. Per “B” si ha il t ½ è basso e  non è possibile il trasferimento TRA le matrici.