La sempre maggiore domanda di energia per il funzionamento di impianti produttivi obsoleti e la conseguente produzione vapor acqueo, ossidi d’azoto, clorofluorocarburi e anidride carbonica (CO2) stanno riducendo la nostra in fin di vita. Paghiamo a caro prezzo la sfrenata corsa ai consumi. Pagheranno molto di più le generazioni future. Principale imputato è l’anidride carbonica, prodotta in tutti i fenomeni di combustione utilizzate per le attività umane, principalmente per gli autoveicoli e la produzione di energia elettrica. Ad inizio secolo la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera era di circa 290 ppm (parti per milione), oggi è di circa 370~380 ppm. Nel 2050, se le cose non cambieranno, raggiungerà le 550~630 ppm. Normalmente la terra è continuamente colpita dalla radiazione elettromagnetica emessa dal sole, parte di questa radiazione viene assorbita dall’atmosfera terrestre ma la grande maggioranza colpisce la crosta terrestre. Di questa radiazione parte viene assorbita dalla superficie, parte è riflessa come radiazione luminosa di varia frequenza (è per questo che noi vediamo le cose con i rispettivi colori) e parte viene riflessa come radiazione a lunghezza d’onda maggiore (tipicamente infrarossi). Sono proprio questi infrarossi che generano l’effetto serra: l’atmosfera (come il vetro di una serra) è quasi completamente trasparente alla luce visibile ma è estremamente opaca alla radiazione infrarossa pertanto gli infrarossi riflessi dalla superficie non “scappano” nello spazio ma restano racchiusi tra la superficie e gli strati alti dell’atmosfera (come in una serra dove sono intrappolati sotto i vetri). L’effetto è estremamente utile per la vita sulla terra in quanto, in mancanza di esso, la temperatura media sarebbe di -19°C. L’aumento esponenziale della anidride carbonica produce l’Effetto Serra responsabile dell’ incremento della temperatura media terrestre, dovuto agli infrarossi. Si calcola che nei prossimi 35~40 anni la temperatura possa aumentare di circa 2°C, sembrano molto pochi ma in realtà si tratta di una grossa variazione che può provocare grandissimi problemi primi fra tutti: l’estensione delle zone aride di 400~800 km verso nord, l’innalzamento del livello del mare di 70~150 cm dovuto allo scioglimento dei mari e sconvolgimenti climatici di grande portata. In Italia se si verificasse questa ipotesi: vaste aree del sud diventerebbero aride, Venezia e migliaia di km di coste verrebbero sommerse dal mare, al nord si verificherebbe un aumento delle precipitazioni a carattere temporalesco con gravi rischi di alluvioni a causa del dissesto idro-geologico della nostra penisola.
Che fare?
E’ necessario l’impegno dei singoli e delle istituzioni
Semplicemente bisogna ridurre l’uso di combustibili fossili (petrolio, carbone, gas, ecc.) sia nella produzione di energia sia nell’autotrazione; aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili [Eco energia!]: solare, eolico, idroelettrico, biomassa e marino; gestire i rifiuti urbani dalla produzione allo smaltimento passando attraverso la raccolta differenziata, il trasporto, il trattamento inteso come riciclaggio, smaltimento e riutilizzo dei materiali di scarto nel tentativo di ridurre gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e dell’ambiente.
Piccoli gesti per produrre grandi imprese: utilizzare i mezzi pubblici per i propri spostamenti oppure [ancora meglio perché più salutare] muoversi in bicicletta o andare a piedi. Purtroppo oggi siamo schiavi della nostra macchina al punto tale da utilizzarla anche per percorsi di poche centinaia di metri. Basta vedere l’intasamento del traffico davanti alle scuole al mattino.
Ricorrere ai pannelli solari per la produzione di energia elettrica e dell’acqua calda sia per il riscaldamento che per uso personale. Abbiamo una media di circa 240 giorni di sole all’anno dai quali si potrebbe ricavare energia pulita. Questa energia ha un costo che non può essere buttata sulle spalle dei singoli. E’ necessario l’intervento delle Istituzioni che dovrebbero accollarsi i costi o facilitare l’utilizzo attraverso incentivi fiscali od altro. Le nostre case sono vecchie e nascono già obsolete. Ogni stufa, camino od impianto di riscaldamento è una sorgente inquinante che immette nell’aria tossici tra cui l’anidride carbonica, le diossine ed altro. Immaginate una stufa essere come un ombrello. Tante stufe tanti ombrelli la cui somma da…… un ombrellone. Sotto questo grande ombrellone vivono e quindi sono esposti tutti dai bambini agli anziani; dalle persone sane ai defedati. Sostituire l’energia pulita a quella tradizionale significa anche abbattere il “particolato” ovvero le particelle sospese [ dal PM 10 al 2,5]nell’aria spessissimo cancerogene. Diventa quindi importante l’esposizione alla sostanze ed il rischio delle malattie connesse. Il problema non riguarda solo Milano. Riguarda i comuni limitrofi.