Lo IARC suddivide i tossici cancerogeni secondo il criterio dell’ evidenza e del fattore di potenza. Il criterio dell’evidenza suddivide i tossici cancerogeni in tre classi definite sufficiente, limitata ed inadeguata. Secondo il fattore di potenza , essendo un numero, è possibile invece stilare una classifica. Tra i 28 composti di classe sufficiente si può allora fare una graduatoria dal più potente al meno potente. Quindi a parità di dose somministrata agli animali la risposta è peggiore. La dose viene poi trasposta all’uomo. Il problema è la trasposizione all’uomo. L’uomo non risponde come l’animale a causa dei differenti parametri biochimici , peso corporeo , metabolismo.
Passando dall’animale all’uomo si ottiene il RISCHIO. Cioè a quelle dosi è “probabile” che nell’uomo si sviluppi la malattia . La risposta non è matematica ma di probabilità. Tutte le sostanze non indicate nell’elenco dei cancerogeni elaborato da IARC sono da ritenersi “non cancerogene” sia operativamente che normativamente. Le conoscenze di oggi portano a considerare che i cancerogeni non hanno limite di tollerabilità igienica ( accettabilità ) perché non esiste una dose soglia al di sotto della quale non vi è danno .
Il rischio uguale a zero per i cancerogeni è concepibile solo quando l’ Esposizione è zero. Praticamente maie. Una sola molecola , che sappia mantenere la struttura del tossico , può determinare un rischio diverso nella popolazione esposta . Per questo motivo non è proponibile per i cancerogeni un livello di tollerabilità cosa che invece esiste per i non cancerogeni in quanto esprime un livello quantitativo di tossico assunto dall’organismo che è tollerabile perché entro quella soglia sono possibili meccanismi di riparazione , eliminazione etc. tali da rendere reversibile il danno . Concetto di “indice probabilistico” : è probabile che , dato un certo numero di individui di cui la maggior parte si comporti in un certo modo . Si richiama la curva gaussiana , che prevede la presenza di “code” , vale a dire che esistono gruppi “a rischio” pur trovandosi sotto la soglia .
Dal punto di vista normativo si assume che una popolazione sia esposta ad un solo tossico , allo scopo di definire la soglia specifica di quel composto .
Questa non è la realtà dei fatti perché ciò che può essere tollerabile per la singola sostanza può non esserlo per la concomitante azione di più composti . Gli effetti possono essere amplificati o annullati. Vi può essere effetto sommatoria. I limiti di accettabilità igienica,fissati dalla legge , si riferiscono ad una singola sostanza. Se nell’ambiente ci fosse “solo” quel tossico , la valutazione potrebbe essere soddisfacente ma per la concomitante presenza di più tossici che agiscono insieme si deve avere sempre grandissima attenzione a come si presentano ed interpretano i dati.
L’esposizione può essere espressa in forma qualitativa o quantitativa. E’ cruciale perché rappresenta la circostanza di contatto tra tossico e l’individuo o gruppi di individui. Essa avviene in un determinato tempo e luogo. Il contatto non è mai unico con il tossico , eccezion fatta per alcuni particolari casi , come l’ingestione di caustici , inalazione di gas a scopo suicida. Normalmente l’esposizione ai tossici è mediata sempre dalle matrici. Il contatto con un precisato tossico è determinato dall’intensità con cui è disperso nella matrice [ aria, acqua, suolo, alimenti] per il periodo di tempo nell’arco delle 24. Possiamo calcolare la quantità del tossico assunta dall’uomo misurandone la dose presente nella matrice [ aria, acqua, alimenti] consumata.
Milano è una della città più inquinate del mondo. Ci sono almeno 20 sostanze cancerogene nell’aria respirata. L acqua per quanto potabile ha molecole aggiunte. I cibi consumati giorno dopo giorno sono portatori di tossici che vanno dai conservanti ed altro rifilati durante la produzione a ciò che catturano nei terreni dove vengono coltivati.
Abbattere il particolato nell’aria che respiriamo, bere l’acqua del rubinetto che è meno manomessa dall’uomo, seguire attraverso la tracciabilità il cibo consumato sono i doveri della comunità e del singolo individuo per ridurre le sorgenti inquinanti, l’ esposizione ai cancerogeni e di conseguenza il rischio, la probabilità di contrarre il cancro. La questione riguarda i bambini per via della quantità di vita attesa e le categorie di lavoratori come vigili, taxisti, addetti ad industrie particolari.