Domenica 6 aprile alle 13.00 Pier Ferdinando Casini dalla redazione di Torino a LaStampa.it
La latitanza delle persone oneste
ANIELLO CUSATI
La percezione di molti è che le persone oneste sono lontane dalla politica anzi la politica serve a fare carriera e a migliorare il business.
Lo scrivente nel 1995 assieme al suo direttore generale non esitò ad andare in tribunale a Milano e portare all’attenzione degli inquirenti una situazione scabrosa da cui nacque sanitopoli.Passata la normale notorietà fummo e siamo tuttora messi in disparte. Al contrario i corrotti, i patteggiatori ed i condannati si sono ricostruiti una “verginità morale e professionale”. Non di meno corruttori hanno aumentato il proprio peso politico. Aver difeso lo Stato e quindi tutti i cittadini ed aver in premio l’emarginazione lascia un’amarezza nel profondo dell’animo di dimensioni infinite.
Dopo una condanna – costume tipicamente italiano [altrove i Ministri si dimettono per aver regalato un biglietto aereo, normalmente accumulato con i punti ommaggio dei voli, alla figlia] – subita è normale presentare l’interessato in politica.Per giunta in una buona posizione.
Le chiedo ci possiamo aspettare una bonifica dei condannati e dei furbacchioni dalla politica? Non pensa che questa azione avvicinerà gli onesti alla politica?
Ci vuole più coragio a rompere con Berlusconi oppure perseguire quanto sopra?
Infine prova rimorso aver contribuito ad una legge elettorale che ha reso l’Italia ingovernabile?