L’emicrania è una cefalea primaria che si manifesta con attacchi ricorrenti che di solito durano da 4 a 72 ore e che si accompagna a dolore di intensità da moderata a grave, spesso con manifestazioni di nausea, a volte vomito, e/o ipersensibilità alla luce, al rumore e ad altri stimoli sensoriali. I criteri fissati nel 1998 dall’International Headache Society distinguono l’emicrania in base alla presenza o meno di aura

Incidenza e prevalenza
L’emicrania è diffusa in tutto il mondo. Dai diversi studi disponibili emergono stime variabili, che vanno dal 5% al 25% nelle donne e dal 2% al 10% negli uomini. In generale la più alta incidenza di emicrania senz’aura, pari a 10/1.000 persone all’anno, è stata riportata tra i 10 e gli 11 anni. L’incidenza maggiore di emicrania senz’aura nei maschi si registra tra i 10 e gli 11 anni (10/1.000 persone all’anno) e nelle femmine tra i 14 e i 17 anni (19/1.000 persone all’anno). L’incidenza di emicrania con aura ha un picco nei maschi intorno all’età di 5 anni (7/1.000 persone all’anno) e nelle femmine all’età di 12-13 anni (14/1.000 persone all’anno). In Italia uno studio multicentrico condotto su un totale di 71.588 soggetti intervistati da 902 medici di medicina generale ha riportato una prevalenza di emicrania pari all’11,6%, mentre uno studio su un campione di 1.500 soggetti di età superiore a 7 anni nella popolazione di San Marino ha riscontrato una prevalenza annuale del 9,3% per i maschi e del 18% per le femmine.In studenti di età compresa tra gli 11 e i 14 anni è stata rilevata una prevalenza di emicrania senza e con aura rispettivamente del 2,3% e dello 0,6%.
In uno studio condotto sulla popolazione di età superiore ai 65 anni di 3 paesi dell’Italia centrale la prevalenza annuale di emicrania è risultata pari all’11%, con valori maggiori nelle femmine (13,8%) rispetto ai maschi (7,4%).
Eziologia e fattori di rischio
Ricerche effettuate in Canada, negli Stati Uniti, in vari paesi dell’America Latina e dell’Europa, a Hong Kong e in Giappone mostrano un’incidenza maggiore nelle femmine e un picco nelle donne di mezz’età. Il rischio di emicrania, secondo la letteratura, è aumentato del 50% nei soggetti con una storia familiare di emicrania.
Prognosi
L’emicrania acuta di solito ha una durata limitata nel tempo e solo raramente dà luogo a complicanze neurologiche permanenti. Nell’emicrania cronica ricorrente il dolore può causare disabilità e può pregiudicare le attività quotidiane e la qualità della vita. Dopo i 45-50 anni nelle donne la prevalenza di emicrania con o senz’aura tende a ridursi.
Finalità dell’intervento
Riduzione della frequenza dell’emicrania, dell’intensità dei sintomi associati e della durata del dolore, con minimi effetti avversi.

Esiti
Riduzione della cefalea o scomparsa del dolore dopo trattamento. Riduzione del dolore dopo trattamento in tempi definiti e con dosaggi definiti. In tabella sono elencati gli studi randomizzati nei quali viene riportata la riduzione del dolore dopo 2 o 4 ore come esito preferito.[1Dove non diversamente precisato, in questa revisione si fa riferimento a una riduzione dell’emicrania dopo 2 ore. Alcuni studi randomizzati, inoltre, considerano la necessità di un trattamento di salvataggio e la ricomparsa di cefalea come misure di esiti
Utili: salicolati, Eletriptan, Natriptan, Rizatriptan; Sumatriptan, Zolmitriptan.
Probabilmente utili: diclofenac; ipobrufene, Naproxene, acido tolfenamico; derivati dell’ergotamina