Un algoritmo basato sui livelli di procalcitonina consentirebbe di stabilire la reale necessità di terapie antibiotiche per la cura delle infezioni ospedaliere. Prorata, un trial multicentrico pubblicato su Lancet, ha evidenziato significative riduzioni dell’impiego di antibiotici, nelle Unità di Terapia intensiva, mediante questo nuovo approccio. E, secondo gli autori, ne conseguirebbe un contenimento del fenomeno della resistenza batterica a questi farmaci. Michel Wolff del Service de Réanimation Médicale, Assistance Publique-Hôpitaux de Paris, ha reclutato oltre 600 pazienti con sospetta infezione batterica, di età pari o superiore a 18 anni, e per i quali era stata prevista un’ospedalizzazione di almeno tre giorni. Per 307 pazienti l’assunzione o la sospensione degli antibiotici è stata stabilita sulla base di un range prestabilito di concentrazioni dell’ormone (gruppo procalcitonina); per altri 314 individui sono, invece, stati adottati i criteri delle attuali linee guida (gruppo controllo). Sebbene la percentuale di decessi a 28 e 60 giorni sia risultata paragonabile per i due gruppi (21,2% vs 20,4% e 30,0% vs 26,1%; procalcitonina vs controllo), con il nuovo metodo il riscorso ad antibiotici è stato evitato per molti più giorni rispetto al controllo (differenza assoluta = 2,7 giorni).