Si tratta di malattie virali gravi acute caratterizzate  da esordio improvviso con febbre, malessere, mialgia e cefalea seguiti da faringite, vomito, diarrea e da un rash maculo papuloso.

Nelle forme gravi e mortali la diatesi emorragica che si accompagna alla malattia, è associata a danno renale ed epatico, ad interessamento del SNC e a shoch terminale con deficit multi organico. I dati di laboratorio mostrano di solito linfopenia, grave trombocitemia ed ipertransaminasemia con SGOT > SGPT, a volte iperamilasemia, innalzamento della creatininemia e della azotemia nella fase finale della insufficienza renale. I tassi di letalità delle infezioni Ebola in Africa hanno un range tra il 50% e circa il 90%. Il  25% – 80% dei casi dei casi dell’infezioni da virus  Marburg ha avuto un esito letale.

La diagnosi viene posta attraverso la combinazione di test che evidenziano l’antigene oppure l’RNA e con  l’identificazione di anticorpi specifici IgM ed IgG. Sicuramente la diagnosi deve essere in laboratori super specializzati in gergo denominati BSL4.

I virioni hanno un diametro di 80nm ed una lunghezza di 970nm[Ebola] e 790nm [Marburg]. La malattia d Ebola è stata identificata nel 1976 nelle province occidentali del Sudan e nello Zaire. Furono identificati oltre 600 casi in ospedali rurali e nei villaggi. Il tasso di mortalità fu del 55% in Sudan e del 90% nello Zaire.

Da allora sono state riportate numerose epidemie sia Ebola sia Marburg tutte con elevato tasso di letalità.

Il serbatoio rimane sconosciuto, nonostante  vari studi effettuati. In Africa le infezioni da Ebola dei csi indice umani sono stati correlati ad un contatto con un gorilla, chimpanzee, scimmie e porcospini trovati morti od uccisi nelle foreste pluviali. Finora il virus Ebola è stato identificato nelle carcasse di chimpanzee.

L’infezione di virus Ebola sembra che in Africa si verifichi per manipolazioni di animali trovati morti nella foresta pluviale per virus Ebola Reston, per contatto diretto con il sangue infetto o con organi durante la manipolazione di scimmie  cynomolgus.

La trasmissione interpersonale si  verifica per contatto diretto con sangue infetto, secrezioni, organi o sperma. Il rischio è più alto durante le fasi tardive della malattia quando il paziente vomita, ha diarrea o presenta emorragie e durante i funerali per manipolazione non corretta del corpo.

Durante il periodo di incubazione il pericolo è basso. In condizioni naturali non è stata documentata la trasmissione via aerosol tra gli uomini. Le infezioni nosocomiali sono state frequenti; virtualmente tutti i pazienti che hanno acquisito l’infezione da siringhe  od aghi sono deceduti.

La trasmissione attraverso il liquido spermatico si è verificata sette settimane dopo la guarigione clinica.

Il periodo di incubazione va da 2 a 21 giorni sia per il virus Ebola che per Marburg. Il periodo di contagiosità non si verifica prima della fase febbrile ed aumenta con gli stadi della malattia fin tanto che sangue e secrezioni contengono il virus. Il virus Ebola è stato isolato in laboratorio al 61° giorno dell’infezione.

Non esistono vaccini o terapie specifiche.

Le misure di controllo sono quelle della febbre gialla. Obbligo di NOTIFCA