Le clamidie sono batteri intracellulari obbligati che differiscono dai virus e dalle rickettsie ma, come queste ultime, si sono mostrate sensibili agli antimicrobici ad ampio spettro.

Le clamidie che causano malattie nell’uomo sono state classificate in tre specie:

1)  Chlamydia psittaci, agente eziologico della psittacosi

2)C. trachomatis, che include i sierotipi che causano tracoma , infezioni genitali, la congiuntivite da clamidia  e la polmonite dei neonati ; e altri sierotipi che causano il linfogranuloma venereo ;

3)  C. pneumoniae che causa una malattia respiratoria inclusa la polmonite  ed è implicata nella malattia coronarica.

Le clamidie sono riconosciute come importanti patogeni responsabili di un numero di infezioni a trasmissione sessuale e di infezioni oculari o polmonari nei neonati come conseguenza delle infezioni genitali nelle madri.

Cenni clinici

Si tratta di un’infezione genitale a trasmissione sessuale che si manifesta negli uomini principalmente in forma di uretrite e nelle donne in forma di cervicite muco purulenta.

Le manifestazioni cliniche dell’uretrite sono spesso difficili da distinguere da quelle della gonorrea ed includono: secrezioni muco purulenti opache di moderata o scarsa quantità, prurito uretrale e sensazioni di bruciore alla minzione.

L’infezione asintomatica può essere riscontrata nell’1 %-25% degli uomini attivi sessualmente.

Conseguenze o complicazioni possibili dell’infezione uretrale sono l’ epididimite, l’infertilità e la sindrome di Reiter.

Nei maschi omosessuali recettivi il rapporto sessuale ano-rettale può provocare una proctite da clamidia.

Nella donna le manifestazioni cliniche possono essere simili a quelle della gonorrea e si presentano nelle forme più caratteristiche come secrezioni muco purulente endocervicali, con edema, eritema e facile sanguinamento causato dall’infiammazione dell’epitelio colonnare endocervicale.

La Maggior parte [70%]delle  donne con infezioni endocervicali ed uretrali rimane asintomatico. Le complicazioni o le sequele includono la salpingite con conseguente rischio d infertilità, di gravidanza ectopica o di dolore cronico pelvico. A ciò possono portare anche le infezioni croniche asintomatiche dell’endometrio e delle tube di Falloppio. Manifestazioni meno frequenti sono la bartolinite, la sindrome uretrale con disuria e piuria, la periepatite (la sindrome di Fitz-Hugh-Curtis) e la proctite.

L’infezione in corso di gravidanza può provocare la rottura prematura delle membrane, il parto prematuro e l’infezione polmonare o congiuntivale nel neonato. L’infezione endocervicale da clamidia è stata associata ad un aumentato rischio d’acquisizione dell’infezione da HIV.

Le infezioni da clamidia possono essere contratte in concomitanza con la gonorrea e persistere successivamente alla soluzione clinica di quest’ultima malattia, quando quest’infezione sia trattata con successo con la penicillina. Dal momento che la cervicite da gonococco e la cervicite da clamidia sono spesso difficili da distinguere clinicamente, si raccomanda di trattare entrambi gli organismi quando una delle due infezioni viene sospettata. Tuttavia non è sempre necessario il trattamento per la gonorrea quando venga diagnosticata un’infezione da C. Trachomatis.

La diagnosi di uretrite non-gonoccica (NGU) o di cervicite si basa di solito sulla mancata dimostrazione di Neisseria gonorrhea nel vetrino oppure in coltura; l’eziologia clamidica è confermata con l’esame di materiale da tampone intrauretrale o endocervicale attraverso anticorpi monoclonali con test di immunofluorescenza diretta, test immunoenzimatici, le sonde di DNA, il test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT) oppure per coltura cellulare.

I test NAAT possono essere utilizzati su campioni di urine. Gli organismi intracellulari sono identificabili dalle secrezioni solo di rado. Per quanto riguarda altri agenti, vedi uretrite, non gonococciche, sotto.

Agente infettivo

— La Chiamydìa trachomatis, immunotipi da D a K, è stata identificata in circa il 35%-50% dei casi di uretrite non gonococciche negli USA. E’ diffusa in tutto il mondo. L’identificazione di tale patologia è andata costantemente aumentando nelle ultime due decadi. L’uomo ne è il serbatoio. La  modalità di trasmissione sono i  rapporti sessuali;il periodo di incubazione  è mal definito, probabilmente 7-14 giorni o più. Non si conosce il periodo di contagiosità. Le recidive sono comuni. Non è stata dimostrata un’immunità acquisita; l’immunità cellulare è immunotipo specifico.

Il controllo

Sono necessarie  misure preventive:

1)    Educazione sanitaria e sessuale con particolare enfasi sull’uso del preservativo nei rapporti sessuali.

2)    Effettuare screening annuali delle ragazze adolescenti attive sessualmente.

3)Screening nel caso di donne adulte di età inferiore a 25 anni, che abbiano più partners sessuali o nuovi partners sessuali e non facciano un uso costante e regolare dei contraccettivi di barriera. I test più recenti per l’identificazione d’infezioni da C. “Irachomatis che permettono lo screening dei maschi adolescenti e dei giovani adulti, possono essere utilizzati su campioni di urine.

Controllo dei pazienti, dei contatti e dell’ambiente circostante

1 ) Notifica all’autorità sanitaria locale: la notifica di caso viene richiesta in molti stati negli USA, Classe 2 (vedi Notifica di malattia infettiva). (In Italia rientra tra le patologie da notificare secondo le modalità della Classe 5).

2) Isolamento: applicare le precauzioni universali, nei pazienti ospedalizzati. Un’appropriata terapia antibiotica rende le secrezioni non contagiose; i pazienti devono astenersi dai rapporti sessuali fino al completamento del trattamento del paziente indice e del partner sessuale .

i) Disinfezione concomitante: attenzione nello smaltimento degli oggetti contaminati dalle secrezioni uretrali e vaginali.

4)    Quarantena: non applicabile.

5)    Immunizzazione dei contatti: non applicabile.

6)    Indagine sui contatti e sulla fonte dell’infezione: si raccomanda il trattamento profilattico dei partners sessuali. La Terapia concomitante dei partner sessuali abituali costituisce un approccio pratico in caso d’infezioni da clamidia. Se i neonati nati da madre infetta non hanno ricevuto una terapia sistemica, può essere presa in considerazione l’opportunità di una radiografìa del torace a 3 settimane di età e di nuovo dopo 12-18 settimane per escludere un’eventuale polmonite subclinica da clamidia.

7)    Terapia specifica: doxiciclina (per os) 100 mg ogni 12 ore per 7 giorni, oppure azìtromtcina (per os) 1 g in dose singola. Le tetracicline (per os) 500 mg ogni 6 ote per 7 giorni sono un’alternativa anche se fastidiosa in termini di numero di somministrazioni e di necessità di evitare cibo e prodotti cascati prima dell’assunzione, in tal modo hanno un impatto negativo sul’aderenza allo schema terapeutico. L’eritromi-cina costituisce un’alternativa e costituisce il farmaco dì scelta per i neonati e per le donne in caso di gravidanza nota o sospetta.