Il Carcinoma del Colon e del Retto

Definizione

Il carcinoma colorettale è una neoplasia maligna della mucosa del grosso intestino (colon e retto). Quasi 2 terzi dei carcinomi colorettali insorgono nel retto o nel sigma. Il carcinoma colorettale può essere classificato negli stadi A, B e C di Dukes

La classificazione del carcinoma del colon o del retto secondo Dukes include 4 stadi.

Stadio A, limitato alla mucosa e alla sottomucosa;

Stadio B, invasione di tutta la parete intestinale, della sierosa e del grasso pericolico;

Stadio C, come in A e B con invasione dei linfonodi regionali;

Stadio D, malattia in stadio avanzato con coinvolgimento regionale esteso (metastasi)

Incidenza e prevalenza

Il carcinoma colorettale è la terza più comune neoplasia maligna nei paesi sviluppati. E’ responsabile di circa 20.000 decessi per anno nel Regno Unito, 60.000 negli Stati Uniti e 17.000 in Italia.

Sebbene l’incidenza e la mortalità per carcinoma colorettale siano cambiate poco negli ultimi 40 anni, i dati recenti mostrano che l’incidenza della malattia sta diminuendo sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti.

Il carcinoma del colon colpisce in pari proporzione uomini e donne, prevalentemente tra i 60 e gli 80 anni.

Il carcinoma del retto è più comune negli uomini. Nel Regno Unito circa un quarto delle persone con carcinoma colorettale giunge alla diagnosi in situazione di emergenza medica con un quadro di occlusione o perforazione intestinale.

Il database EUCAN dello IARC, che presenta i dati sui principali tumori per 15 stati europei, riporta per l’Italia una stima di oltre 31.700 casi incidenti (55,52 per 100.000) e oltre 15.700 morti (27,5 per 100.000).

Eziologia e fattori di rischio

Il carcinoma colorettale colpisce in misura uguale uomini e donne ed è più comune tra i 60 e gli 80 anni. Il carcinoma rettale è più frequente negli uomini. La patogenesi del carcinoma colorettale coinvolge fattori genetici e ambientali. Il fattore ambientale più rilevante è probabilmente la dieta.

I principali fattori di rischio nello sviluppo di questo carcinoma:

– Età: oltre il 90% delle persone affette da questa patologia supera i cinquanta anni.

– Storia medica personale: polipi colon-rettali di dimensioni superiori a 2,5 cm, una malattia infiammatoria intestinale cronica (come colite ulcerosa o malattia di Crohn) o precedenti episodi di tumore del colon aumentano il rischio.

– Alimentazione scorretta: rischiosa una dieta troppo ricca di carne rossa e lavorata e grassi animali.

– Familiarità: rischio più alto se in famiglia vi sono casi di poliposi e/o carcinoma colon rettale.

– Sedentarietà.

– Obesità.

– Fumo.

– Consumo di alcolici.

Prognosi

La sopravvivenza globale a 5 anni è intorno al 50% e non è cambiata negli ultimi 40 anni. Segnalazioni dai registri oncologici negli Stati Uniti e nel Regno Unito mostrano che la mortalità tumore specifica è in diminuzione ma i motivi non sono chiari. L’intervento chirurgico è eseguito con intenti curativi nell’80% dei casi, tuttavia, circa la metà di questi avrà una recidiva della malattia

Prevenzione

Molto è stato fatto in termini di prevenzione. I casi incidenti nel regno unito e negli USA sono in diminuzione. Molto resta da fare per quanto attiene lo stile di vita.

La prevenzione passa attraverso i comportamenti alimentari. Bisogna consumare cibi che aumentino il movimento peristaltico dell’intestino e che impediscano il passaggio di sostanze tossiche capaci di determinare il carcinoma. Quindi assicurarsi un’alimentazione sana ricca di fibre, limitare il consumo di alcol, smettere di fumare, sottoporsi alla ricerca del sangue occulto nelle feci e a regolari controlli medici. Fare almeno mezzora di attività fisica al giorno.

Un ruolo importante sembra avere l’ALOE VERA. L’aloe vera contiene i mucopolisaccaridi, zuccheri a catena lunga che il nostro organismo produce fino all’età di 10 anni. Dopo questa età è necessario introdurli con la dieta. I mucopolisaccaridi contenuti nell’aloe vera ricoprono la parete dell’intestino ed impediscono l’assorbimento dalle sostanze tossiche formando una barriera contro le invasioni batteriche delle nostre cellule.

Per di più combatte la formazione dei radicali liberi all’interno delle nostre cellule . L’ossigeno viene utilizzato per produrre energia nei mitocondri e in pratica causa la mancata riparazione del danno delle cellule invecchiate o malate. I radicali liberi sono i veri killer delle strutture cellulari e sono considerati responsabili di tutte le malattie degenerative, dell’invecchiamento e, forse, anche del cancro.

L’aloe vera aumenta gli antiossidanti, sostanze che proteggono le cellule del corpo dagli effetti negativi dell’ossidazione e rende più forte la difesa contro i radicali liberi. Gli antiossidanti sono una categoria di sostanze disomogenee: ne fanno parte vitamine, minerali, aminoacidi essenziali. Tutte queste sostanze hanno, tra le altre, una fondamentale capacità di riuscire a contrastare efficacemente l’azione dei radicali liberi. Sono sufficienti 40 ml di Aloe Vera due volte al giorno.

Dopo i 50 anni ognuno deve sottoporsi alla fastidiosa colonscopia [ mai fastidio fu tanto salutare] ogni due anni ed alla ricerca del sangue occulto nelle feci ogni anno.

In sintesi la prevenzione dei tumori colon rettali passa attraverso lo stile di vita ed i comportamenti alimentari. Familiarità, ètà maggiore di cinquanta anni, la storia medica personale[ polipi colon-rettali di dimensioni superiori a 2,5 cm, una malattia infiammatoria intestinale cronica (come colite ulcerosa o malattia di Crohn) o precedenti episodi di tumore] del colon sono sentinelle che devono aumentare l’attenzione e la voglia di prevenzione. Alimentazione scorretta,familiarità; sedentarietà, obesità, fumo,consumo di alcolici, assunzione di Aloe Vera così come la colonscopia e la ricerca del sangue occulto nelle feci sono circostanze dipendenti dalla nostra volontà.

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