BRONCHIOLITE OBLITERANTE CON POLMONITE PRODUTTIVA IDIOPATICA

Questa volta è toccato a me. Fa un brutto effetto cambiare ruolo!

Da medico sono diventato paziente.

Tutto cominciò con un brivido! Dopo una seduta vaccinale un brivido forte sconquassò il mio corpo. Sembrò una scossa distruttiva di terremoto. A sera qualche decimo di febbre mi convinse di aver contratto l’influenza. Il prossimo anno – pensai- mi vaccinerò anche io! Aspirina e … richiesta di asilo politico sotto le coperte! Nei giorni successivi , brividi più frequenti ed insistenti; la febbre mai oltre i 37,4 C, tosse e sudorazioni notturne. La tosse, secca e stizzosa, all’inizio sporadica, poi sempre più insistente ed ossessiva. Attacchi soprattutto notturni che uniti ai brividi rendevano la notte un inferno. Le sudorazioni notturne erano profuse e prolungate. Infine una spossatezza a me sconosciuta. Dopo sei gradini ero costretto a fermami per prendere respiro. Qualche settimana prima avevo scalato le montagne del mio amato Cilento senza nessun problema. A nulla servirono la copertura antibiotica, mucolitici, sedativi.

Nulla.

Dopo un attacco di tosse ribelle più del solito mi convinsi a fare una radiografia urgente. Qualche minuto di attesa ed ecco il referto che non lasciava scampo. Polmonite basale bilaterale e neoformazione retro mediastinica,…… “consigliabile una TAC” . Realizzai subito una condanna a morte. Il mondo mi crollò addosso. Il referto della Tac pose la diagnosi differenziale tra carcinoma bronchiale, polmonite eosinofila e polmonite BOOP. Non risolse il dubbio. Si impose la broncoscopia, fatta senza anestesia, volevo vedere anche io. Nulla. Lavaggio bronchiale e ricerca delle cellule atipiche, per fortuna negative.

Un sollievo! Ovvero un regalo prima di Natale.

Terapia cortisonica con predsinone a dose elevate; poi a scalare. Dopo quattro giorni senza copertura cortisonica ricomparvero gli stessi sintomi. Tutto da rifare! Ancora cortisone, riposo, clausura per via del contagio e biopsia polmonare, sempre pericolosa per via delle complicanze quali lo pneumotorace e la emorragia. Che rottura, pensai. La biopsia mise in evidenza la Polmonite BOOP. Meglio così! Il carcinoma bronchiale mi avrebbe portato via. Con la polmonite al massimo porterò con me gli esiti. Ma che cosa è la Polmonite BOOP? E’ una sindrome clinico-patologica specifica a eziologia sconosciuta nella quale si sviluppano delle zone di polmonite produttiva e un tessuto fibroso di granulazione ostruisce i bronchioli e i dotti alveolari. La bronchiolite obliterante con polmonite produttiva idiopatica (Idiopathic Bronchiolitis Obliterans with Organizing Pneumonia, BOOP idiopatica), o polmonite produttiva criptogenetica, colpisce in pari misura gli uomini e le donne, di solito iniziando a un’età tra i 40 e i 60 anni. In circa 3/4 dei pazienti, i sintomi durano meno di 2 mesi; pochi hanno sintomi per più di 6 mesi prima della diagnosi. Una patologia similinfluenzale, caratterizzata da tosse, febbre, malessere, astenia e perdita di peso, annuncia l’inizio di questa malattia nei 2/5 dei pazienti. I crepitii inspiratori sono spesso udibili all’esame del torace. Gli esami di laboratorio effettuati di routine sono aspecifici. Una leucocitosi senza eosinofilia si verifica in circa metà dei pazienti. La VES all’esordio è frequentemente aumentata. Le prove di funzionalità polmonare mostrano di solito un deficit restrittivo, anche se un’alterazione ostruttiva (volume espiratorio forzato in 1 secondo espresso in percentuale della capacità vitale forzata [FEV1/ FVC] < 70%) si ritrova nel 21% dei pazienti e la funzionalità polmonare è a volte normale. L’ipossiemia a riposo e da sforzo è frequente. La rx torace mostra opacità alveolari bilaterali diffuse con normali volumi polmonari. Si può anche osservare una distribuzione periferica delle opacità, simile a quella considerata patognomonica per la polmonite eosinofila cronica. Di rado, le opacità alveolari sono unilaterali. Opacità polmonari recidivanti e migranti sono frequenti. Di rado, opacità nodulari lineari irregolari o interstiziali o aree a nido d’ape sono visibili alla presentazione. La HRCT mostra degli addensamenti degli spazi aerei polmonari a chiazze, delle opacità a vetro smerigliato, piccole opacità nodulari e ispessimento e dilatazione delle pareti bronchiali. Le opacità a chiazze sono più comuni nella periferia del polmone, spesso nei campi inferiori. La TC può mostrare una malattia molto più estesa di quanto ci si aspetti dall’esame della rx torace. La biopsia polmonare mostra una proliferazione eccessiva di tessuto di granulazione all’interno delle piccole via aeree e dei dotti alveolari, con infiammazione cronica degli alveoli circostanti. I foci di polmonite produttiva (cioè, con un quadro da BOOP) rappresentano una reazione non specifica al danno polmonare e possono manifestarsi secondariamente ad altre patologie, compresa la criptococcosi, la granulomatosi di Wegener, il linfoma, le polmoniti da ipersensibilità e le polmoniti eosinofile. La terapia con corticosteroidi produce la remissione clinica nei 2/3 dei pazienti.

In conclusione le polmoniti virali o batteriche non rappresentano un problema. Abbiamo molte armi a nostra disposizione. Per le polmoniti rare è molto importante la tempestività della diagnosi. Non bisogna mai e poi mai sottovalutare i sintomi similinfluenzali quali l’astenia, la tosse, la febbre soprattutto se pochi decimi di grado.

Quindi non sottovalutare mai nulla