La crisi economica ha cambiato le abitudini degli Italiani in tema di vacanze. Dalle due tre settimane , tipica prenotazione, delle stagioni precedenti  il 2007 siamo arrivati ai 3 – 4 notti del 2011. Anche il turismo congressuale e fieristico in generale ha subito una tremenda bastonata . Per tutti vale un indicatore. Tre /quattro anni fa, sotto data, trovare un posto letto a Milano durante la BIT, Macef o qualunque altro evento fieristico era  praticamente impossibile. Bisognava andare Pavese; spesso nel Novarese o Alessandrino.

Quest’anno invece c’erano posti letto  addirittura scontati anche durante l’evento fieristico, BIT specialmente.

Ugualmente il turismo di nicchia come l’agriturismo ed il turismo rurale in generale hanno subito una flessione. Non si salvano neanche i grandi attrattori quale la gettonata Sardegna e l’opulenta Toscana.

Da questa constatazione è necessario  ridisegnare la logica del turismo lombardo e milanese in particolare.

Quest’ultimo potrebbe trarre vantaggi enormi dallo sviluppo del turismo sostenibile ovvero dall’ecoturismo. In effetti la definizione è abbastanza complicata. Vale la pena spiegare:  turismo [ attività consistente nel fare gite, escursioni, viaggi per svago o a scopo istruttivo] eco [casa, ambiente, natura dal latino echo, che deriva dal greco antico ἠχώ!!] sostenibile [che si può sostenere]. Il turismo ecosostenibile è la movimentazione di individui a scopo istruttivo o di svago che sostiene, rispetta la natura, l’ambiente [da ambeo, tutto ciò che sta intorno all’uomo] e la comunità. Questo tipo di turismo  rivolge un’attenzione speciale, esclusiva  al rapporto con la natura attraverso  strategie operative che garantiscono sia la preservazione dell’ambiente naturale sia la ricerca di un equilibrio tra uomo e natura tale da favorire la miglior convivenza possibile.

Una rivoluzione copernicana!

In questa ottica il turismo non è considerato solo in termini di divertimento e di vacanza ma  necessità  di porre al centro dell’attenzione la persona, la filiera turistica a livello nazionale e locale, l’informazione sull’accessibilità, la comunicazione, la qualità dell’accoglienza per tutti, la collaborazione.

Milano ha nella cerchia dei Navigli un patrimonio inestimabile. Consegnare a questo target la rete dei navigli Vinciani e la via Francigena che si trova all’interno del parco del Ticino significa sostenere il turismo rurale ed ecologico, l’economia locale ed i prodotti tipici.

Più precisamente è necessario valorizzare la rete dei navigli proponendola a Patrimonio dell’UNESCO. Non più la darsena area destinata a parcheggio. Ma centro di aggregazione del turismo sostenibile, core business della stagnante economia turistica. Tre i percorsi[ Pavia/Milano; Milano Vigevano; Vigevano Pavia ] fruibili a piedi, in bicicletta o canoa.

Questi percorsi sono già conosciuti nell’immaginario collettivo mondiale. La letteratura è piena di esempi tra cui il Codice Da Vinci di Dan Brow. Pochi investimenti con sicuri risultati.

Lo sviluppo della ospitalità diffusa si coniuga molto bene sia con il turismo d’arte e religioso tipico della Città di  Milano sia con il turismo enogastronomico tipico della zona indicata e estensibile anche all’area rurale di San Colombano al Lambro dove è sicuramente possibile valorizzare  sia i prodotti tipici sia il settore del vino