Camminare cioè passeggiare è un’attività molto naturale che, anche se protratta a lungo, non apporta alcun beneficio al fisico. Un’ora di passeggio in una grande città passata a guardar vetrine o a scambiare quattro chiacchiere con gli amici, può essere solo un ottimo antistress.
Camminare invece con l’intendo di migliorare la carrozzeria ed il motore è un’altra cosa. Significa dedicarsi ad un’attività sportiva vera e propria. I vantaggi sono enormi. Camminare infatti vuol dire:
Migliorare la funzione cardiocircolatoria
Migliorare l’efficienza muscolare
Rinforzare articolazioni e legamenti
Liberare la mente dallo stress
Aiutare l’individuo nel calo ponderale
Dare all’individuo nuova energia
Aiutare la socializzazione
Camminare è facile perché è un’attività dolce, non traumatica e alla portata di tutti..
C’è solo l’imbarazzo della scelta fra tre opzioni Trekking, Walking, Marcia.
Quando si parla di trekking si fa riferimento ad escursioni di una certa durata e difficoltà eseguite normalmente in ambienti naturali. Il trekking presuppone un abbigliamento idoneo, e soprattutto, uno zaino che possa contenere viveri, acqua, abbigliamento di ricambio ed accessori vari. Siamo nell’ambito di una lunga passeggiata organizzata che prevede velocità ridotte e buona resistenza.
La marcia è certamente molto nota perché è una delle specialità di atletica leggera accreditate presso le Olimpiadi, campionati mondiali, europei e continentali in genere. Si tratta di una disciplina difficile e tecnica per la quale è richiesta una buona mobilità articolare ed una grande resistenza fisica. Tra marcia e trekking sta una modalità di cammino definita walking. E’ un modo di camminare che prevede una deambulazione più spedita. Muscolarmente è più impegnativa del trekking ma non spinta tanto quanto la marcia. Il walking deve trovare posto tra gli impegni settimanali. Prima di prendere una decisione del genere bisogna farsi un esame di coscienza e rispondere alla domanda: sono disposto a cambiare qualche abitudine e dare maggiore cura alla mia salute? La risposta deve essere un “si” convinto ed appassionato. In caso contrario c’è sempre qualcosa che impedisce di onorare l’impegno assunto e saltare l’appuntamento con la propria passeggiata.
Apro una parentesi per il Jogging che è il parente più prossimo del walking. Si tratta di una corsa vera eseguita a velocità ridotta. Per gli atleti più evoluti c’è il running, corsa con ritmi decisamente sostenuti. Nello Jogging il Km si percorre in un tempo che sta sopra i 4 minuti; nel running sotto, decisamente sotto. I praticanti più veloci di walking riescono spesso a precedere alla stessa velocità dei jogger più lenti.
Le condizioni di salute devono essere ottimali. Conviene prima consultarsi con il proprio medico curante e stabilire un programma idoneo. Tutti siamo diversi. Perciò ogni programma deve essere diverso. Deve essere come un vestito cucito su misura.
Perciò bisogna fare attenzione. Devono fare attenzione coloro che sono francamente obesi o al limite della obesità, gli anemici, i cardiopatici, i nefropatici, i portatoti di malattie o disordini muscolari ed ossei. Questi devono rivolgersi ad un medico dello sport di un centro specializzato per accertare le reali condizioni del “motore” ed insieme cucire il vestito, pardon, realizzare il programma su misura.
Una visita presso il centro specializzato è raccomandata anche a coloro che sono disposti a seguire i consigli di questo manuale confidando in un recupero della efficienza fisica che dopo un periodo più o meno lungo di sedentarietà, fanno molta fatica a crederci.
Un altro elemento che deve essere tenuto in considerazione è l’età. Vale il principio generale secondo cui più sono gli anni maggiore deve essere la prudenza. Ciò significa che bisogna bandire la fretta ed evitare di bruciare i tempi. Questa raccomandazione è rivolta ai fumatori, a coloro che vengono da una vita assolutamente sedentaria e a coloro che in soprappeso [ particolarmente].
Ma come facciamo a misurare il soprappeso? E’ semplice. Basta misurare la propria altezza e moltiplicarla per se stessa ovvero quadrato dell’altezza. Quindi dividere il proprio peso per il quadrato dell’altezza.
Se il valore è compreso tra 19 e 24 non ci sono problemi. Il valore compreso tra 25 e 29 indica che ci troviamo nella situazione di sovrappeso. Il valore compreso tra 30 e 35 indica che ci troviamo nella situazione dell’obesità. Se dovessimo trovare un valore > di 35 è meglio consultare il medico.
Questi valori devono essere interpretati con un pizzico di buon senso. Per esempio coloro che sono alti sotto il metro e sessanta dovrebbero ridurre di due punti il range.
Riporto una tabella che deve essere studiata attentamente.
In questo modo potete capire se la situazione è catastrofica oppure o meno. Il valore dirà quanti Kg devono scomparire. Perciò se lo scopo è quello di perdere peso, è bene sapere che la bilancia inizialmente tenderà a salire perché il muscolo pesa decisamente più del grasso. Bisogna quindi rimanere sereni ed insistere nel proprio proposito. La costanza dimostrerà che il movimento è un’ottima cura dimagrante.
A tal proposito è fondamentale progredire fino ad abituarsi ad uscite sufficientemente lunghe che costringano l’organismo a produrre energia bruciando gli acidi grassi, cioè i responsabili dell’accumulo di quegli inestetici centimetri in più che vi affliggono.
E’ sbagliato credere che si possa dimagrire più velocemente indossando, sotto il sol leone, più strati di indumenti oppure il classico K-way. Il metodo è ottimo per sudare in maniera esagerata con rischio di colpo di calore senza perdere un grammo di grasso. Alla fine bisogna reintegrare una grande quantità di liquidi e sali minerali persi tramite il sudore.
Dunque abbigliamento leggero.