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Dove e Quando

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DOVE CAMMINARE?

La campagna, un grande parco o comunque un luogo ricco di aria salubre  è il luogo ideale. Non sempre si può scegliere. Meglio adattarsi a situazioni non proprio ottimali per non rinunciare ad una bella camminata. Basta tener conto di alcuni accorgimenti.

In città.

Ogni città grande o piccola che sia ha un suo polmone verde in grado di garantire situazioni sufficienti a permettere la pratica di uno sport all’aria aperta. Ideale sarebbe raggiungere il parco con i mezzi pubblici. Spesso per motivi pratici non è possibile. Il trasferimento spesso comporta un grande dispendio di tempo. In alcuni orari il parco diventa poco sicuro. Vale la pena di partire da casa o dall’ufficio tenendo conto delle seguenti indicazioni:

Se è giorno, dirigetevi verso il parco più vicino.Se il parco è troppo lontano e non si dispone di tanta autonomia o se se buio, esplorate i paraggi in cerca di una zona tranquilla in cui stabilire una sorta di circuito che vi permetta di camminare. Fate il giro del quartiere o più volte il giro dell’isolato.Se siete in centro, spostatevi verso la periferia o in luoghi meno affollati; approfittate di una pista ciclabile facendo attenzione a non intralciare il traffico dei ciclisti.Se siete decentrati cercate di uscire dal centro abitato evitando però di scegliere vie a scorrimento veloce [tangenziali, bretelle, sopraelevate] estremamente trafficate e pericolose.

In campagna

E’ il posto ideale per svolgere attività fisica. Però bisogna comunque prendere degli accorgimenti. Evitare zone troppo isolate o poco illuminate.Curare di non attraversare cascine o case coloniche senza aver verificato che i cani di guardia delle stesse siano legati o comunque tenuti sotto controllo. Cercare di non avventurarsi lungo sentieri sconnessi e poco sicuri

Al Mare

Normalmente qualsiasi lungomare è una fantastica palestra. Qualora fosse troppo frequentata si può scegliere il bagnasciuga facendo attenzione che la striscia di sabbia compatta su cui camminare non risulti troppo inclinata e dunque disagevole.

In Montagna

Il problema è rappresentato dai continui cambi di pendenza. Perciò bisogna essere fisicamente forti e stilisticamente preparati ad affrontare salite e discese. In carenza di forza muscolare e stile bisogna ripiegare su circuiti pianeggianti anche molto brevi da ripetere più volte. Solo quando forza e stile sono in vostro possesso potete abbandonare la pianura per la montagna.

 

QUANDO CAMMINARE

Bisogna tenere conto dei ritmi biologici di ciascuno. Camminare di mattino presto è la cosa più sensata.

La sensazione che si prova dopo la doccia che ci libera dal sudore è decisamente piacevole. Può essere poco piacevole alzarsi di buon mattino. Inoltre l’inevitabile stanchezza che deriva dal camminare può essere poco gradito  a chi non è abituato. Un buon antidoto  è andare a letto presto la sera, rinunciare a TV, cene e teatro. Dopo un po’ ci si accorgerà che la stanchezza dopo una lunga passeggiata da una sensazione di felicità . E’ una stanchezza felice!

C’è chi ha la fortuna di organizzare da solo i propri impegni di studio o di lavoro. In questo caso può fare la sua bella camminata a metà mattino o metà pomeriggio, dopo aver pranzato e digerito.

Chi invece può scegliere la pausa pranzo senza rinunciare allo spuntino si trova in una condizione ottimale. Infatti l’esercitazione durante la luce diurna sembrerebbe migliore. Bisogna però avere un buon margine di tempo che permetta di fare la camminata, la doccia e lo spuntino. Questa situazione va bene in tutte le stagioni tranne che in estate quando picchia il sol leone dove è meglio frequentare la palestra,

Un’altra buona possibilità è quella di camminare nel tardo pomeriggio, al termine del lavoro. Questa soluzione ha come contro indicazione il fatto che gran parte dell’anno si è inevitabilmente costretti a camminare in zone poco illuminate. Inoltre in città  i  livelli di inquinamento sono al massimo. D’estate però è l’ideale.

Anche la sera può essere uno dei momenti utili per fare una camminata. Bisogna però essere abituati a cenare tardi e disponibili ad un percorso illuminato. Possibilità alternativa è il tapis roulant dal più economico al più sofisticato.

Cosa fare dunque fuori orario o in condizioni disagiate? Secondo il mio modesto parere non bisogna mai rinunciare alla camminata, qualunque siano le condizioni. Ancora bisogna camminare anche durante il fine settimana soprattutto se si vive in città. Infatti le strade sono meno trafficate e l’aria è più pulita. Si tenga presente che nei fine settimana c’è una maggiore disponibilità di tempo. Quindi le passeggiate possono essere più lunghe e c’è un miglior recupero dallo  sforzo.

Andiamo

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Il camminare è l’attività fisica più naturale che l’uomo possa compiere. Tutte le persone senza impedimenti di qualche genere sono in grado di muoversi con le proprie gambe da un posto all’altro con estrema naturalezza. Non a caso da sempre per i suoi spostamenti, brevi o lunghi, l’uomo si è affidato prevalentemente al cammino. Correre, andare in bicicletta, nuotare sono attività piuttosto facili. Non tutti, però, sono in grado di eseguirle in modo corretto e soprattutto per un lasso di tempo prolungato.
Le nuove tecnologie aiutano sempre più l’uomo che si trova nella condizione di percorrere sempre meno strada a piedi per svolgere le normali attività quotidiane, con grande guadagno di tempo e risparmio di energia. Tale situazione ha finito per aumentare la sedentarietà e l’ipocenisia con conseguenze disastrose per le condizioni generali di salute. Nei paesi economicamente più evoluti, da una parte è diminuita l’efficienza fisica delle persone; dall’altra sono aumentate considerevolmente le malattie cardiovascolari, la tendenza all’aumento di peso (che talvolta sconfina nella obesità vera e propria) e nella depressione mentale. Paradossalmente si ricorre alla pratica dell’attività fisica per contrastare lo scadimento delle qualità muscolari e per incorrere un ideale stato di forma. Invece bisognerebbe dedicarsi ad uno sport vero e proprio con continuità e passione. Per restare in buona salute basta ripristinare molte vecchie abitudini. Tra queste, appunto, quella più naturale: camminare. Noi lo dimentichiamo troppo spesso e le conseguenze alcune volte sono fatali

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Gli alimenti e le matrici ambientali

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Gli alimenti hanno collocazione ambientale ma NON costituiscono uno stato indipendente della materia. Essi possono presentarsi in forma solida , liquida e possono derivare da attività

agricole , da lavorazioni industriali , discostandosi quindi dal concetto di matrice originaria .

Le tre matrici fondamentali [aria, acqua e suolo] si ritrovano generalmente nell’ambiente esterno : esse sono in realtà costituite da una struttura che si intende omogenea. In senso astratto , si parte dal concetto che siano tra loro indipendenti e distinte. A livello ambientale ciò non è vero  perché  esse  sono collegate fra loro. Per esempio lo stato gassoso è interessato da frazioni di stato liquido ( nell’aria c’è infatti vapore acqueo ) o da particelle solide ( testimonianza dell’interazione tra aria e suolo ) .

Nell’acqua c’è ossigeno disciolto  ed una parte dell’aria è sicuramente adsorbita al suolo ( si veda ad es. lo “strato arabile” , ove c’è una quantità di aria tale da permettere la crescita vegetale ) .

 Esiste , quindi , contatto diretto tra una matrice e l’altra ; c’è “penetrazione” da una matrice ad un’altra , il sistema è un tutt’uno : vengono distinte solo per comodità di studio .

 L’uomo ( U ) è influenzato dalle matrici nelle 24 ore perché ne fa uso per scopi di necessità e ricreativi , ma le influenza esso stesso , con i residui prodotti dalle sue attività . Da qui il concetto di AMBIENTE valido in Igiene Ambientale . “tutto ciò che circonda l’Uomo , e con cui esso viene in contatto in modo libero , con tutti gli effetti , soprattutto negativi , cui va incontro “

 

Contatto “libero” : si tratta di una condizione fondamentale , perché se non c’è la libertà del contatto con l’inquinante le condizione sono inevitabilmente distorte  e non coincidono con la realtà dei fatti .

In Igiene Ambientale si dà per scontato che il contatto sia “libero” , ossia senza alcuna forma di impedimento .

Le quattro matrici costitutive dell’ambiente hanno tutte , nell’arco delle 24 ore , un contatto libero con l’individuo e la popolazione .

 Il sistema è DINAMICO : varia ogni giorno a causa dei cambiamenti determinati dall’uomo , ma anche dagli eventi naturali e sociali ( immigrazione , attività produttive etc. ) .

C’è , pertanto , un possibile spostamento di tossici che dall’uomo si portano alle matrici ambientali e , viceversa , dalle matrici ambientali ritornano all’uomo .

 L’uomo emette tossici nelle matrici e le matrici , quasi come nemesi ambientale , restituiscono , magari in altro luogo ed attraverso altre matrici , una frazione degli stessi tossici .

Il tossico può , ad esempio , essere introdotto nell’aria ma poi distribuirsi in acqua o a livello del suolo

Da qui , i possibili effetti negativi , e gli organi / apparati colpiti possono essere diversi da quelli più direttamente interessati dall’assunzione del tossico .

 PROBLEMA : l’uomo assume tossici in modo inconsapevole .

                         Esistono inquinanti che non producono reazioni immediate ( allergiche , irritative

                         o più semplicemente olfattive ) ma manifestano i loro effetti nel tempo , con

                         reazioni ( spesso ) irreversibili ; tipico il caso dei cancerogeni .

 La tipologia della natura del contaminante è fondamentale per capire la sua distribuzione

( possibile ) tra le matrici , e quindi gli effetti , ed i controlli adeguati per studiare la situazione .

 

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