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Tra zecche e pidocchi. Un po’ di storia

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La storia dell’umanità è la storia degli individui. Banale ma è così. Gli individui sono stati e saranno stretti da un equilibrio precario tra micro parassitismo degli organismi patogeni ed il macro parassitismo dei grossi predatori il più importante dei quali è proprio è proprio l’uomo. Sulle vicende umane di ogni epoca hanno influito le guerre scatenate dell’uomo predatore, le carestie, germi e parassiti.
I medici del passato ignoravano l’esistenza e l’attività patogena dei microorganismi. Erano convinti che le malattie epidemiche fossero dovute all’aria carica di miasmi e parlavano molto genericamente di contagio. La mala aria derivò proprio da questo modo di pensare.
Le malattie infettive possono essere trasmesse da un animale ad un essere umano o da un essere umano ad un suo simile tramite animali come vettori come la zanzara nel caso della malaria, la pulce nel caso della peste od il pidocchio nel caso di tifo petecchiale
Esse possono essere trasmesse da uomo ad uomo per contagio diretto od indiretto senza che intervengano gli animali come vettori come nel caso della influenza, della sifilide e della altre malattie veneree , della peste polmonare, del vaiolo. Esse possono essere endemiche od epidemiche. Contribuiscono a suscitare od aggravare fattori individuali quali la nutrizione , lo stato immunitario; fisici come il luogo, clima, stagione e sociali come il sovraffollamento , la povertà , la promiscuità, approvvigionamento idrico , smaltimento dei rifiuti, fognature.
Nell’epoca preindustriale le condizioni sociali erano inaccettabili . Anzi spaventose. Sporcizia e fetore ovunque sia in casa sia per strada. I pazzi d acqua potabile erano facilmente inquinabili dal rigurito dei pozzi neri. Acquedotti, cloache ed argini costruiti dai Romani in epoca medievale erano caduti in rovina, abbandonati o distrutti dalle guerre.
I Benedettini attendono faticosamente al rispristino degli argini, dei canali di irrigazione e dei campi. Le campagne sono spopolate. La maggior parte della gente vive in città. Nelle case o nelle strette vicinanze si allevano polli, oche , maiali e si da ricetto ad asini, cavalli, pecore e buoi. Le strade sono strette e senza luce e sono invase da fango e da cumuli di ogni genere di rifiuti.
Il clima peggiora nel secolo XIV. I danni sono notevoli in agricoltura soprattutto nel Nord Europa dove le case/capanne hanno il tetto di paglia che sono un rifugio per i ratti e le loro pulci che a loro volta cadono sulle persone . Le pulci dei ratti sono il vettore della peste.
La sporcizia regna sovrana nelle stanze malamente riscaldate e con muri e soffitti umidi. La gente è malvestita, poco coperta e sudicia con ospiti sgraditi come acari e pidocchi. Completa è la svalutazione del corpo. La pulizia personale vista dalla Chiesa come simbolo della sessualità è scarsa.
Nei fiumi si lavano abiti e biancherie; si scaricano rifiuti provenienti dalle concerie e tintorie, immondizie e carcasse di animali.
Le ordinanze che vietano lo spargere dei rifiuti per le strade sono sempre disattese

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